Hieronymus (Claudia Salvatori, Mezzotints, 2013)


Schermata 2014-03-18 alle 13.55.10ROMANZO – € 2.99

compra_subito_arancioUna notte dell’agosto 1516, Jeroen van Aken, conosciuto come il libero maestro Hieronymus Bosch, muore immerso nei colori che hanno forgiato la sua essenza vitale, sotto lo sguardo di Dio, e forse anche sotto lo sguardo del Diavolo. Qualcuno, al suo funerale, sostiene siano il medesimo occhio. Attorno alla bara di Jeroen van Aken sono raccolti tutti i notabili della città di s’Hertogenbosch. Qualcuno soffre veramente per il trapasso dell’insigne pittore detto Hieronymus Bosch: la maggior parte di loro, comunque, prova i più vari e contraddittori sentimenti. Questo perché lui ha saputo ritrarre sulla tela le pieghe recondite delle loro anime. Come ci è riuscito? La vita romanzata di un grande artista, tra pittura, amore, delirio, tormenti, delusioni e consapevolezze, la continua scoperta delle sottigliezze e delle alchimie che separano il Bene dal Male.

dalla prefazione di Alan D. Altieri:
Un vero e proprio confronto diretto con i meandri della mente, della coscienza, dell’etica e dell’immaginario di un genio incommensurabile. Un genio la cui ha arte ha lasciato, e continua a lasciare tutt’oggi, un segno indelebile nelle menti, nelle coscienze e nell’etica dell’intera cultura e dell’intera ragione umana.
Hieronymus è al tempo stesso biografia romanzata, affresco storico, analisi politica, concezione pittorica ma, prima e al di sopra di ogni altra cosa, esplorazione psicologica fino ai meandri più inaccessibili del livello limbico.
Lo Hieronymus Bosch di Hieronymus non è solamente un artista più grande del suo tempo e, forse, di qualsiasi altro tempo. Lo Hieronymus Bosch di Hieronymus è prima di tutto un uomo, con il suo coraggio e le sua incertezza, la sua visione e la sua battaglia, la sua interiorità e la sua profezia.
Da Platone a Leonardo Da Vinci, da Pitagora a Nikolai Tesla, da Isaac Newton ad Albert Einstein abbiamo molti validi scritti, di molti validi Autori, focalizzati sulle figure che rappresentano pilastri della scienza, della filosofia, della storia umana. Eppure, prima di Claudia Salvatori, nessun Autore aveva mai nemmeno concepito di mettere a fuoco l’immane pilastro dell’arte figurativa che è Hieronymus Bosch. Potrebbe quindi non essere affatto impensabile che anche Hieronymus possa diventare un pilastro dell’arte narrativa.

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